Name: Morgan
age: 17
location: Milano

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Human Case

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Pre: Endlessly

Personaggi: Pansy Parkinson; Draco Malfoy.
Genere: Romantico; SongFiction.
Trama: La crisi isterica di Millicent è un buon pretesto per portare Pansy e Draco ad un discorso infinitamente serio. Troppo serio.
Premessa: I fatti narrati sono tratti da una storia vera e si svolgono dopo “Happy Birthday…Parkinson”.
Nota: Tutti i nomi sono quelli dell’originale inglese.
Dedica: Per Alessandro. Perché lui è identico a questo Draco. Anche se non porta gli occhiali.
Per i commenti: clikka qui.


Endlessly

« Alcune persone urlano per sfogarsi. Altre semplicemente piangono. Chi della solitudine ne ha fatto una malattia invece uccide.»
Harry Potter from Happy Birthday…. Parkinson

No, non posso chiederglielo.
Fuori discussione, mi metterebbe a tacere con una sola occhiata e riprenderebbe a farsi gli affaracci propri con la velocità di un fulmine.
Che poi fosse facile. Prima devo arrivarci a lui. Ci sono sempre quei due. Porca puttana, sembra quasi che vivano dell’aria che esce dal culo di Draco tanto gli stanno appiccicati.
Malfoy, Crabbe, Goyle.
Li guardo e mi chiedo se davvero sono così amici come sembrano.
Insomma, Crabbe e Goyle sono due idioti. Se ne stanno tutto il giorno a mangiare, espellere quello che hanno ingerito e preoccuparsi di riempire nuovamente lo stomaco per iniziare tutto da capo. Mai che li si trovi a leggere (anche perché mi stupirebbe se ne fossero capaci), giocare a Gobbiglie o a parlare.
Parlare. Semmai a grufolare o a comunicare tramite un interessante assortimento di suoni disgustosi provenienti prevalentemente dalla bocca. Non credo che facciano parte della nostra stessa specie. Io mi sono evoluta ventimila anni fa, ma sono certa che per il loro quoziente intellettivo anche quei due sono sulla buona strada.
Che ha Draco da spartire con gentaglia del genere?
Il mio sguardo si sposta su di lui, seduto sulla poltrona vicino al fuoco con le gambe accavallate e un libro in grembo, lo sguardo assorto dietro gli occhialini da lettura appollaiati sul naso perfetto, la montatura argentata che riprende i colori del cravattino allentato che lascia intravedere qualche centimetro di pelle diafana.
E’ talmente bello da togliere il respiro.
Mi stupisce vederlo con gli occhiali ma devo ammettere che anche così è infinitamente sexy. Theodore mi ha rivelato che se li è fatti fare su misura da un ottico Diagon Alley e che gli sono costati un sacco di galeoni.
Io lo trovo ingiusto. Gli occhiali non dovrebbero costare nulla, anzi, li dovrebbero distribuire alla popolazione come il pane in un momento di carestia. Cioè, non è mica colpa di nessuno se ti manca una diottria, anzi sì, è colpa dei babbani che scaricano sostanze dannose che ci inquinano, oltre che il pianeta, l’organismo e questo diventa automaticamente giurisdizione del nostro governo che ci costringe a dividere terra, aria ed acqua con quegli esseri.
Quello è un paio di occhiali molto fortunato.
Io pagherei per appartenere a Draco Malfoy.

There's a part in me you'll never know
The only thing I'll never show
Hopelessly I'll love you endlessly
Hopelessly I'll give you everything
But I won't give you up
I won't let you down
And I won't leave you falling
If the moment ever comes
Muse, Endlessly

« PANSYPANSYPANSY! »
Oh, Dio.
Eccola.
Mi sembra il momento giusto per passare alle presentazioni dell’ultimo concorrente in gara, benché ciò mi sia oltremodo sgradito.
Millicent Bulstrode, diciassette anni, a parer mio, è la candidata più meritevole al titolo di “Essere Più Stupido Della Terra” insieme agli integerrimi Crabbe e Goyle, che di integerrimo hanno ben poco ma che nella loro categoria sanno essere più che corretti.
Sta con un essere degno dell’amicizia di Draco Malfoy ma comunque abbietto e anche un po’ losco, che nonostante la grande amicizia che ci lega non sono ancora riuscita a comprendere fino in fondo.
Come Draco del resto. Lui e Blaise sono un bel mistero e forse è proprio per questo che sono così amici.
Comunque, tornando a Millicent, lei è davvero TERRIBILE. Certo, è una delle mie migliori amiche, ma non è propriamente sintomo di amicizia quando la suddetta amica insieme al suo pseudo ragazzo e il resto della tua compagnia, uomo dei sogni compreso, si dimentica del tuo compleanno.
Del tuo diciassettesimo compleanno, per essere precise. Ho passato uno dei giorni che sarebbe dovuto essere tra i più belli della mia vita in lacrime in uno sgabuzzino in compagnia di…
Ah, lasciamo perdere.
Il solo pensiero mi irrita, così sbuffo, stringendomi il vestito leggero sulle spalle diafane. Ho gli occhi un po’ appannati dal sonno, guadagnato nel corso della faticosa giornata di shopping ad Hogsmeade. Ma anche se adesso, all’alba delle nove di sera, ho le palpebre semichiuse dalla stanchezza devo ammettere che ne è valsa la pena. Ho preso il fantastico vestito che ho addosso adesso e che probabilmente metterò durante le vacanze di Pasqua per cenare con la mia famiglia. Ho avuto davvero buon gusto. E’ nero, aderente sul busto e lungo i fianchi, di una stoffa leggera e morbida, simile alla seta ma che il negoziante mi ha confidato essere capelli intrecciati di Fata Nera.
E’ deliziosa sulla pelle.
« Oh, Pansy, tesoro, devi aiutarmi!»
Millicent Bulstrode è un po’ meno deliziosa invece quando è in preda a crisi amorose.
« A che riguardo?»
Lei ricambia la mia occhiata indifferente con una strabuzzata di occhi magistrale, le pupille accese di disapprovazione e di tensione.
« A QUEL riguardo!» Esclama dando per scontato che io abbia per la testa solo ed esclusivamente i suoi, di problemi.
« Vedi…» Mormora avvicinandosi al mio orecchio. « Ci ho parlato e ha detto che possiamo stare in pausa di riflessione!»
Wow. Pausa di riflessione. Che parafrasato in linguaggio corrente equivarrebbe a… a cosa? Che diamine significa stare “IN PAUSA DI RIFLESSIONE”?
Perché non dire semplicemente: “Guarda, Pansy, lui non è sicuro di aver trovato una cha sappia far andare la lingua meglio di me, e in attesa di altro preferisce tenermi in sospeso. Non sei contenta per me?”. Perché alla fine è questo che significa, almeno nel caso di Millicent, il cui gusto nel dire certe cose insensate si amplifica quando sopraggiungono vocaboli come sindrome premestruale, falso allarme, amore eterno e precauzioni.
E poi, insomma, diciamoci la verità, solo chi l’ha inventata e chi scrive le sceneggiature di quei telefilm sdolcinati che amano tanto i babbani sa che significa stare in pausa di riflessione.
« Millicent, sei un idiota.» Borbotto tra i denti.
« Lo so, ma non ci posso fare nulla. Io lo amo.»
Cazzo, lei ama tutti. Ama il ragazzo giapponese che ha incontrato una volta in un negozio di articoli per la casa e che le ha consigliato di prendere un tavolino a forma di Ying Yang al posto dell’armadio che le serviva. Ama Anthony Goldestein per quella volta in cui lui l’ha sorpresa a copiare dal suo compito e gliel’ha passato senza pretendere nulla in cambio. Ama, segretamente, Harry Potter per essere così SCHIFOSAMENTE fortunato e ama anche quell’imbranato di Weasley, così, per par condicio. Ama PERSINO Snape. E amare Snape, insegnante di Pozioni o meno, è MOLTO preoccupante. Già Potter è un bel problema, figuriamoci un quarantenne coi capelli unti e manie di grandezza.
« Bene, lo amerai anche, ma se vuoi sentire il mio parere spassionato, lui ti sta PRENDENDO per il culo.» Dico estremamente calma enfatizzando particolarmente sulla parola “prendendo”.« Patti chiari, amicizia lunga.»
« No Pansy, ti sbagli, io lo conosco e…»
« E ti piace prenderla nel culo a quanto pare.»
« Pansy, tu non capisci!» Sbraita lei in preda alla sua ennesima crisi isterica.
« Già, io non capisco mai un cazzo, vero Millicent?»
« Non ho detto questo!»
« Be’, io sì, adesso ti dispiacerebbe darmi ascolto? »
« Tu vuoi solo che lo lasci! Non ti interessa nulla di me o di lui!»
Sospiro e alzo gli occhi al cielo. « Iniziamo a dare a “lui” il suo giusto nome: si chiama Blaise Zabini, noto a noi maghi tutti come l’essere meno portato a intraprendere una relazione duratura presente sulla faccia della terra. Hai più possibilità di arrivare all’altare con un Basilisco che con lui. »
« Con me è diverso. A modo suo, anche lui mi ama.»
« Amore alternativo. Figo. Sai, usano lo stesso metodo nei bordelli e nelle case di piacere, perché non ci andate qualche volta?»
« E’ stata una debolezza.»
« E’ stata una debolezza la prima volta. La seconda è stata stupidità. La terza ci ha preso gusto e ha dato via ai festeggiamenti.»
« Perché sei così insensibile?»
« Io sono realista, non insensibile.»
« Potresti incoraggiarmi, darmi fiducia in me stessa…»
« Scusa Millicent, per chi mi ai presa? Se vuoi sorrisi e pacche sulle spalle mentre racconti di come vuoi rovinarti la vita e il fegato, Gryffindor si trova nella torre a nord.»
« VEDI? Dio, quanto sei…sei…»
« Materialista, Milly, materialista è il termine che cerchi.»
« No, il termine che cerco è “Stronza”!»
Grazie. Millicent si alza in piedi di scatto con gli occhi arrossati e gonfi.
« Ecco cosa sei: una stronza!»
« Millicent…»
« Stronza!!!»
Quando fa così mi ricorda una bambina affetta dalla sindrome di down. Batte i piedi a terra un ultima volta, gli occhi porcini ridotti a due fessure inquietanti e scappa via a velocità supersonica. Io sono furente. Per la miseria, cerchi di far ragionare una tua amica ed ecco che lei ti manda a quel paese. Fa niente se lei ha avuto il coraggio di dimenticarsi del tuo compleanno e le hai fatto passare una serata con il suo peggior nemico, dopotutto per lei tutto è dovuto, eh? No, direi proprio di no, quindi aspetta solo che la prenda e io…
« Lasciala perdere.»
« No che non la lascio perdere, cazzo!»
Mi volto verso il mio interlocutore con la precisa intenzione di narrargli vita morte e miracoli di quella spiantata con la quale condivido la stanza da sei anni, ma mi blocco. Due occhi profondi dai riflessi di un bel blu pervinca mi ricambiano lo sguardo.
Draco.

You look into my eyes
I go out of my mind
I can't see anything
’Cos this love's got me blind
I can't help myself
I can't break the spell
I can't even try
Sugababes, Too Lost In You

Niente Crabbe. Niente Goyle. Nessuno di nessuno. Solo io, lui e la nuvoletta di profumo costoso lasciato dall’ingombrante massa corporea di Millicent.
Oddio, ma da quanto tempo siamo da soli?
« Dico sul serio, lasciala perdere. Tra venti, trent’anni si troverà sola, sdraiata sul divano di un motel babbano a due stelle a scoparsi chiunque le capiti a tiro.»
Almeno lei si scoperà qualcuno. « Che prospettiva allettante.» Butto lì caustica.
Lui fa spallucce. « Se accadrà non sarà né colpa tua né colpa mia. Forse nemmeno sua.»
« Lo so, ma mi fa innervosire lo stesso. Cristo, perché è così masochista?»
« Ci sono poche persone sane in questo Dormitorio e Millicent non è una di quelle.»
« Wow, e chi sarebbero gli eletti?»
« Io, Blaise, e da poco anche te.»
« Grande.»
« Figurati, il tuo self control e la tua lingua biforcuta ti hanno dato libero accesso al club dei Sani di Mente.»
Gioco con i lembi dello scialle color pervinca che mi copre le gambe.« Eppure non siamo nemmeno così diverse. Ci piacciono le stesse materie, ovvero nessuna, siamo nella stessa casata, usiamo PERSINO la stessa lozione per capelli, per non parlare dello smalto. Quello che differenzia me e lei è che lei spera.» Rifletto ad alta voce.
Un occhiata carica di interrogativi viene spedita al mio indirizzo. Come una missiva incartata per troppo tempo la afferro con mani tremanti, respiro l’odore affascinante della polvere e la apro impaziente, mentre una specie di perversa soddisfazione mi fa venire i brividi.
« Mi spiego: lei non si arrende. Viene tradita la prima volta, la seconda, alla quinta si stanca e lo lascia. Poi arriva un altro e anche con lui è amore, almeno da parte sua e lei pensa che lui non la farà soffrire perché lui è diverso da quello con cui era stata prima. Poi anche lui inizia a tradirla. Io mi sarei rassegnata dopo il secondo uomo, ma lei no, perché lei sa che da qualche parte, in qualche angolo di quest’universo, c’è qualcuno di così speciale e così… meraviglioso che non la farà soffrire.»
« Che non la farà soffrire per quanto? Mesi? Anni? Quella persona non esiste, Pansy. E se esiste si nasconde davvero benissimo.»
…l’unica cosa che ti nasconde da me è il tuo orgoglio.
Deglutisco rumorosamente. Forse dovrei dire quello che penso e cercarmi una posizione comoda sulla poltrona per sorbirmi le due ore di sermone che ne conseguiranno, ma mi viene più facile mentire. « So che non esiste. Non credo nell’uomo perfetto. L’uomo perfetto è noioso. Se trovassi tutto quello che mi piace nello stesso uomo, lo lascerei dopo tre ore.»
« E faresti bene.» « Tutto questo però succede solo per via della fiducia. Se vuoi un consiglio, Pansy, non ti fidare mai di nessuno. Amalo, sii sua amica, ma non fidarti mai.»
« Perché dici così?»
Lui si schiarisce la gola e si gratta il naso « Come dice la Bibbia…»
Senza volerlo mi scappa una risatina. Acuta, appena inacidita dall’aria pesante della caverna in cui era rimasta rinchiusa per tanto tempo. Dio, da quanto tempo è che non rido?
Perché, da quando Draco si mette a parlare di cose babbane? Va bene che c’entra uno dei loro dei, ma non pensavo che gli interessasse robaccia del genere. Lui si ferma per un attimo, scavando sotto strati di materia grigia per ottenere la sua risposta. « No, ho sbagliato, come dice il Diavolo, c’è una scintilla di malvagità in ciascuno di noi…»
Non sta scherzando. Per un attimo rimango interdetta a fissarlo, mentre un sinistro calore insolitamente confortante si fa strada tra secoli di incertezze e organi erosi dalla cattiveria e da tutto il veleno che ho sputato contro gli altri, contro tutti quelli che mi sono accanto, vomitandolo a volte anche su me stessa, la persona che amo di più al mondo.
Io e lui non abbiamo mai parlato di certe cose.
MAI.
Anzi, adesso che ci penso non credo di aver mai parlato di certe cose IN GENERALE.
«… e di conseguenza è presente anche in te e me. » Ridacchia. « Ma forse questo lo sapevamo già.»
« Già.» Convengo.
« Rimanere soli con è poi così terribile.»
E’ molto peggio, infatti. « Ma tu non sei solo. Hai un sacco di amici, e due genitori…»
« Come tutti gli altri. Ma questo ci impedisce forse di essere soli?»
« Suppongo di no.»
« Ecco, Pansy, dovresti fare come faccio io. Stai per un po’ con una ragazza, nel tuo caso con un ragazzo, » Ma chi gliele scrive queste stronzate? « Vivere in questo modo non ha senso.»
« Scusa?»
« Non ha senso. Come fai anche solo a lavorare con qualcuno se non ti fidi di lui?»
« Ce la fai, ce la fai…»
« La fiducia è tutto, Draco, che tu voglia capirla o meno.»
« Io vivo benissimo senza fiducia.»
« Non ne dubito.» Dico scettica.
« Okay, mettiamo che io mi fidi di qualcuno. Anzi, prendiamo te come esempio dato che si sei già dentro. Come farai quando verrai tradita?»
« Be’, non diamolo per scontato!»
« Pansy, ma non hai sentito quello che ti ho detto?»
« Sì, l’ho sentito e credo che sia una GRANDE stronzata.»
« Come scusa?» Domanda scettico. Non credo che nessuno, tranne Potter, Weasley e la Granger, abbia mai avuto il coraggio di smentire qualche sua affermazione. Il che per lui deve essere come ricevere un calcio nelle parti basse del suo ego.
« Hai sentito bene, perché a differenza nostra, alcuni hanno anche una coscienza con la quale fare i conti.»
« Tu pensi che siano tutti buoni e dolci, ma non è così.»
« So perfettamente che non è così, ma c’è gente, come Millicent ad esempio a cui piace sperare e anche se vive male, se soffre, lei è tenace e…»
« Che ti frega della tenacia quando di mezzo c’è il tuo cuore?»
« Ah, adesso parliamo di cuore?»
«Okay, facciamo così: mettiamo che ti tradiscano. Che cosa farai?»
« Soffrirò. Poi capirò… e guarderò avanti. Forse non perdonerò, anche se dipende tutto dalla persona… ma non mi interessa. Se non mi metto in gioco posso risparmiarmi un sacco di sofferenze, ma non sarò mai veramente felice. Certo non mi aspetto che ci sia qualcosa di eterno, soprattutto non adesso.»
« Eterno?»
« Niente dura in eterno. Per quanto tu possa amare una persona, fidarti di lei, un giorno succederà qualcosa e sarà la fine.»
« E questo non è lo stesso discorso della fiducia?»
« Qui ci sono le statistiche che parlano e che dicono che il 50% dei matrimoni al giorno d’oggi termina con un divorzio. Insomma, se ci si sposa è per sempre, mica fino a quando hai voglia.»
« I miei però sono ancora sposati.» Osserva Draco trionfante.
« Alcuni matrimoni sono perfetti, ma come vedi sono combinati tra due esseri della stessa pasta, due ex Slytherin al servizio del Signore Oscuro. Non credo che abbiano avuto grandi battibecchi da quando sono insieme, né che tuo padre abbia guardato altre donne all’infuori di tua madre. Loro sono fatti per stare insieme, sono il perfetto complementare l’uno dell’altra, una specie di chiave magica che deve essere ricomposta dei suoi due elementi dispersi per poter aprire la porta della felicità.»
Lui mi fissa. In silenzio. Apre la bocca e poi la richiude. Ripone gli occhialini da vista nella tasca della giacca e sembra decidersi a dire qualcosa. « Non credevo che fossi così Pansy.»
« Nemmeno io. E’ una cosa negativa?»
« No, no, anzi… è affascinante.»

I find peace when
I'm confused
I find hope when
I'm let down
Not in me ... me
In You
It's in You
You, Switchfoot

Io, Pansy Parkinson, sono appena stata definite Affascinante da Draco Malfoy.
… sul serio?Perchè allora non sono contenta?
Sono contenta, invece. Cioè, voglio dire, è il mio sogno. Perché dovrei essere indifferente. « Non credo nel matrimonio da quando ho iniziato a pensare al concetto di eternità. Non credo che mi sposerò mai.»
« Be’, c’è pur sempre il divorzio.»
« Se so già in partenza che non durerà che senso ha?»
« Hai ragione.»
« Forse. Be’, forse hai ragione te, non ci si dovrebbe fidare di nessuno se non si se stessi… ma io non ci sto.»
« Ma così soffrirai e magari morirai. Se ti fidi della persona sbagliata di questi tempi rischi non solo la terapia, ma anche un bel funerale.»
« Già, ma… non tutti ti consegneranno al nemico. Basta rimanere fedeli ai propri ideali. Non devo certo sposarmi con uno dall’altra parte della barricata.»
« Giusto. Ma da questa parte.»
« Già.»
« In Slytherin.»
« Forse.»
Perché mi sento a disagio adesso?
« Tornando al discorso di prima, io credo che ci siano certe persone predisposte al tradimento. Noi di Slytherin siamo tra quelle. E’ per questo che le unioni tra noi e altre casate sono così malviste.»
Anzi, proprio evitate. Quando mai uno Slytherin si è andato a mettere con una di un’altra casata? « Che intendi dire?»
« Metti per assurdo che mi metta con Weasley, o, peggio con Potter
Ma è davvero così assurdo che possa stare insieme a lui?
« Dammi una sola ragione per la quale gli altri non debbano pensare che stia tramando per la sua rovina anche se non è così. Quanto ci metterebbero le voci di corridoio a rovinare tutto? Noi non siamo fatti per quelle cose. Non ci interessano quando in ballo c’è qualcosa come il denaro, l’onore o l’orgoglio. Siamo fatti così, è questa la nostra natura e a noi non interessa cambiarla.»
« Concordo.»
Io no.
Draco sembra assorto in qualche pensiero che non mi vuole rivelare.
« Che c’è?» Domando dolcemente.
« Mi dispiace di non averti fatto gli auguri al tuo compleanno.»
« E’ un giorno come un’altro. Non devi scusarti. »
« Non lo faccio perché sta bene farlo. Lo faccio perchè VOGLIO farlo.»
Sorrido.
Lui ricambia il sorriso.
Poi cade un lungo e ovattato silenzio.

You don't know how lovely you are
I had to find you, tell you I need you
Tell you I set you apart
Tell me your secrets, and ask me your questions
The Scientist, Coldplay

La Sala Comune mi ricorda una sala mortuaria.
Silenzio.
Tanto silenzio.
Solitudine.
Perché il morto e chi lo conosceva sono soli nel proprio dolore.
Ma qui non c’è dolore, ma ci sono ricordi e speranze.
Le speranze che fanno più male dei ricordi.
… mani nemiche intrecciate in un gioco di brividi sconosciuti, occhiate proibite spedite all’indirizzo sbagliato, sospiri che vorrebbero essere ansiti, come in un balletto che non si è bravi a ballare ma che nonostante tutto ci tocca portare a termine…
Anche se pure loro feriscono…
Non credo di aver compreso pienamente il significato di quello che è appena successo. Se penso alla lunga serie di situazioni anomale in cui mi sono cacciata, questa merita il secondo posto in classifica, ed è un bel record se pensiamo che la prima è quasi troppo assurda per essere raccontata. Draco mi rivolge un ultimo sorriso poi si alza e senza dire niente si dirige verso il dormitorio maschile. Mi da le spalle e non accenna a girarsi. Nemmeno la buonanotte. Nemmeno un saluto. E poi sarei io la stronza, eh?
Ah, ormai tanto vale che glielo chieda, così mi tolgo il pensiero e forse riuscirò a dormire questa notte.
« Draco?»
« Sì?»
Attimi di tensione. Indecisione, tanta, indecisione. Occhi imperfetti che nascondono una mente confusa mi scrutano interrogativi.
O la và o la spacca.
« Come mi sta questo vestito?»
Lui si gira appena e tiene gli occhi fissi sul tappeto. « Perché me lo chiedi?»
Alzo le spalle, apparentemente disinteressata. « Così… tanto per tornare sul pianeta Adolescenza Frivola. »
Mi sorride. Una mano candida accarezza distrattamente la tasca dove poco prima ha riposto gli occhialini da vista. « Giusto.»
« Allora?»
« Se mi avessi fatto una domanda del genere prima ti avrei snobbata. Però, adesso… Sai è strano… ma… stai davvero bene.»
Ridacchio un po’ imbarazzata. « Prima?»
« Prima.»
« Prima di cosa?»
« Prima di innamorarmi di te.»
Silenzio.
« Buonanotte Pansy.» Una porta che si chiude, il fruscio della stoffa morbida che accarezza il corpo levigato e cade al suolo, pensieri rinchiusi nella mente che sbattono contro le pareti del cervello, facendo rumore, respiri sommessi che non vogliono essere scoperti.
Questo è quello che sento con le orecchie, perché dentro non provo assolutamente niente.
Niente.
Come se fossi vuota e il cuore funzionasse solo da comparsa.
Eppure ho sentito bene quello che ha detto.
Draco. Malfoy. L’Unico. Uomo. Della. Mia. Vita. Ha. Detto. Che. Mi. Ama.
E io cosa faccio?
Anzi, cosa NON faccio?
Devo essere matta e questo non mi piace, non mi piace nemmeno un po’.
Draco Malfoy è… no, forse, era l’uomo della mia vita prima che lo sentissi esporre le proprie idee. Prima di conoscerlo.
Era perfetto.
Ma era una maschera perché il Draco che ho conosciuto stasera non ha idee. Non ha convinzioni. Non ha nulla se non il proprio nome e la sua bella faccia tosta.
E’ un debole. Verrà schiacciato.
Oddio. Ma magari non era lui, forse era Weasley dopo aver bevuto la pozione Polisucco, uno scherzo!
No. Non lo è, e tu lo sai.
Come direbbe Daphne Greengrass: “Per tutte le Puzzoviglie! Mi è caduto un mito!”
Non credo che stanotte dormirò.