Name: Morgan
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location: Milano

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Human Case

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Pre: Kiss The Girl

Title: Kiss The Girl.
Personaggi: Draco Malfoy; Hermione Granger.
Genere: Commedia; Romantico; Song-Fic.
Trama: Inutile, i quattordici anni di Hermione Granger non vedono svolte significative nemmeno al Ballo del Ceppo, dove si vede piantata in asso dal suo cavaliere per una stupida partita a Quidditch. Dall’altra parte, nemmeno a Draco Malfoy và bene come avrebbe sperato, dato che la sua dama ha appena avuto una crisi isterica davanti a tutti. Che cosa potrebbe succedere ancora?.
Per i commenti: clikka qui.

Kiss The Girl - 1 A Disastrous Party -

« E così stai con Krum.»
Sento una vaga nota di rimprovero nel tono della sua voce ma decido di ignorarla. Incrocio le braccia sul petto con troppa energia, inalberando il cipiglio più intransigente consentitomi dai miei muscoli facciali e annuisco. « Già. Sorpreso?»
Ron mi guarda dall’alto in basso dai suoi centottanta centimetri d’altezza vestiti di ridicoli fronzoli di pizzo, come se pensasse di aver a che fare con una bambina particolarmente cocciuta alla quale bisogna spiegare che per quanto il fuoco sembri bello, andarci a letto sarebbe una follia.
« Hermione, lui è… lui è Krum!» Balbetta, come se la sua acuta osservazione fosse una spiegazione già per di suo.
Sospiro, sulla difensiva. « Cos’è sei geloso? Volevi andarci tu con lui al ballo?»
Ron diventa paonazzo, quasi come se una mano invisibile gli premesse sul collo, impedendogli di respirare, probabilmente perché colpito nel segno. « Ma smettila! Sai benissimo che…»
« Oh, giusto! Sei arrabbiato perché sto… aspetta, com’è che avevi detto? Fraternizzando con il nemico!» Lo interrompo con impeto. Un ricciolo sfuggito alla mia meticolosa opera di disinfestazione anti-ricciolo mi cade sugli occhi e io lo caccio via con un gesto impaziente della mano.
« Okay, quella è stata una battuta infelice e mi dispiace, ma ciò non toglie che…»
« Che prenderesti a schiaffi quello che solo il giorno prima era il tuo idolo solo perché si è accorto di una cosa che ti sarebbe dovuta essere palese dal primo giorno che mi hai vista?!»
Oddio, detta così la cosa è un po’ ambigua. Sembra quasi che stia rinfacciando a Ron il fatto che avrebbe dovuto dichiararsi prima di aver il coraggio di lamentarsi che abbia preferito uno sconosciuto a lui.
In effetti, è strano. Non è da Ron comportarsi in questo modo. Anche, se è per questo, è perfettamente da Ron prendere le difese mie e del mio candore virginale.
Un immagine confusa di Ron a cavallo di un bianco destriero che fantastica un pensiero racchiuso in una nuvoletta di fumo poco sopra la sua testa con Viktor che, nel tentativo di portare il nostro rapporto al livello successivo, (che in quella realtà equivarrebbe a quello che in questo mondo mi è concesso solamente di immaginare), sbatte contro la mia cintura di castità, si fa strada nella mia immaginazione.
Il cavaliere azzurro in questione, che in questo momento è tutto meno che principe o azzurro, forse senza curarsi troppo della possibile accezione vaga che le mie parole potrebbero sottintendere, chiaramente, SENZA VOLERLO, stringe i pugni e, se possibile, diventa ancora più rosso. « Diciamocelo, è IMPOSSIBILE parlare con te!»
Eh, no! La cosa impossibile è che abbia quattordici anni e che l’esperienza amorosa finora avuta si riduca a una semplice parola: INESISTENTE. Il che sarebbe anche normale essendo appena entrata in età adolescenziale, ma non per me, non per una Gryffindor, non per la confidente ufficiale di Calì Patil e Lavanda Brown, ufficialmente riconosciute da tutta Hogwarts e dal mondo intero come le ragazze più peccaminose del pianeta Terra!
Anche se Calì ha avuto una bella caduta di stile andando al ballo con Harry. E la sorella una mancanza di buon giudizio e intelligenza accettando Ron come suo accompagnatore, ma questi sono semplici e inutili dettagli.
« Perché devi sempre rovinare tutto?»
« Io?» Fa Ron come se avesse appena scoperto di aver vinto un premio per il Ragazzo Più Stupido della Via Lattea, superando persino, e non di poco, Tiger e Goyle.
« Sì, tu! Perché non inviti Padma a ballare? Sono certa che venir degnata di un minimo di attenzione da parte del suo cavaliere non la traumatizzerà!»
« Io voglio solo controllare che quel coso non faccia nulla che possa compromettere Harry o il Torneo!»
Non è vero! Non ci credo che gliene freghi DAVVERO qualcosa delle possibilità di Harry nel Torneo quando solo un mese prima gli ha tolto il saluto perché credeva che avesse trovato un modo per mettere il proprio nome nel Calice di Fuoco ignorando il fatto che Ron avrebbe dato qualsiasi cosa per potervi partecipare.
E poi Vikton non è un coso!
« Sei un ipocrita della peggior specie!» Gli urlo in faccia con tutta la potenza concessami dalle mie corde vocali.
« Ma io…»
Lo sguardo mi cade accidentalmente sull’orologio a parete alle spalle di Ron, che segna esattamente le undici. Mi sento inorridire e decido fulmineamente di interrompere la conversazione. « Ne parliamo domani. Adesso ho una serata da rendere indimenticabile, se vuoi scusarmi.»
E lasciandolo a bocca aperta e con una manciata di epiteti poco signorili da rivolgermi al nostro incontro successivo, mi congedo a tutta velocità. Al diavolo Ron, il suo vestito che sembra appena uscito dal cestino della carta straccia e tutto il resto!
Devo pensare positivo. Devo pensare che ho un cavaliere che il resto della scuola mi invidia, un famoso e ricchissimo giocatore di Quidditch che avrebbe potuto scegliere ragazze ben più attraenti e prominenti, ma che tra tutte ha scelto proprio me (ME, ME, ME!), per compagna.
Disse prima di scoprire la sostituta dama con una quinta di reggiseno nel ripostiglio delle scope.
E poi è proprio bello. Capelli corti stile marines americano su una testa adorabilmente quadrata… e un fisico da far invidia a Mister Universo. L’esatto corrispettivo delle mie fantasie sulla perdita di verginità. « Herrmioni, me dispiace but defo…»
« Prendere degli antispastici?»
Viktor mi squadra un attimo senza capire, poi scuote la testa facendola dondolare instabilmente sul collo taurino e abbronzato. « No, no, antipatico… tu me piace.» Si affretta a dire. « Io chiamato per grande partita di Quidditch.»
Augh! Capo Piccolo Cervello di Gallina appena parlato ha!
Per Merlino, come sono cattiva! A me Viktor piace, non dovrei pensare a certe cose. Insomma, mi piace sul serio, mica come Allock. Quella era un infatuazione momentanea determinata dal fatto che gli ormoni fossero a mille per il processo di crescita appena avviato e dal fattore non certo secondario che nella mia mente bacata pensavo che lui avesse le Tre C: Carino, Cordiale, Coraggioso. Ma con Viktor è diverso: gli ormoni sono sempre a mille, ma sono almeno consapevole della cosa, quindi non posso trattarlo male. Sarei un’idiota se riuscissi a far scappare anche l’unico ragazzo che abbia mai mostrato di essersi accorto che anche io sono una ragazza. Eccetto Neville, ma quello non sono sicura si possa contemplare come abitante dell’universo Maschile.
« Me no pfuò pronio restfare. Scusare me puoi?»
« Be’, certo, è il tuo lavoro.» Sospiro, sentendomi un po’ come Lois Lane all’ennesima dipartita di Superman. « Quando parti?»
La faccia di Viktor si rabbuia ancora di più. « Uora.» Biascica quasi indietreggiando, come se si aspettasse di ricevere uno schiaffo lì, su due piedi. Io sto ferma e alzo le spalle. « Bene, allora abbiamo tempo ancora per un paio di balli!» Esordisco allegramente, prendendogli una mano e cercando di trascinarlo verso la pista.
« No, no… pochissimo terpo rimate tu io.»
Ah, effettivamente mi sembrava un po’ strano che il suo vocabolario vantasse una parola come “aurora”. A malapena comprende “bagno” e “dentifricio”!
« Ah. Be’, in questo caso…»
Dovrò riadattare la favola di Cenerentola al mio caso. Piantata dal Principe, recupera la scarpetta e rincasa sana e salva alle undici e cinque minuti.
« Buoktanoffe, Herrmioni, me stato molto divertito cor te.»
« Anche io mi sono divertita molto, Viktor.»
Giuro che se non prova a baciarmi appena lo rivedo gli tiro un ceffone, così forte, da fargli vedere per almeno tre giorni tanti di quei boccini d’oro svolazzargli intorno alla testa da fargli venire l’emicrania.
« Quando noi può rivedere?»
« Appena torni credo vada bene.»
« Tu ramazza molto spetiale, tu sai?»
Sono una scopa molto speziata? Rido il più educatamente possibile per non farlo sentire a disagio, « No, ma adesso che me l’hai detto devo ammettere che forse non hai torto.»
« Cosa è “uccello nell’ormo”?»
Un gruppetto di Ravenclaw dell’ultimo anno mi lancia un’occhiata interrogativa mista a stupore. Oddio, chissà che hanno capito!
« No, non hai capito! Ho detto che non hai torto! No, allora… hai ragione. Questo lo capisci?»
Cenno di assenso seguito da un suono gutturale e soffocato che penso sia un:« Sì.»
« Bene.»
« Me torna forse no domani, ma il giorno poi.»
« Ah, fantastico! Io giorno poi andrà benissimo!»
Ecco, ci siamo. Lui mi guarda. Io lo guardo e sorrido, sforzandomi di arrossire per dare un po’ di colore alle gote che immagino essere di un pallore mortale. Non si aspetterà certo che sia io a prendere l’iniziativa, vero? Non esiste. E’ maggiorenne, per lo meno dovrebbe prendersi le sue responsabilità e iniziarmi con gioia alle letizie del bacio, con tanto di lingue intrecciate e scambio di saliva prolungato.
E poi, ecco che lo fa. Con un gesto delicato sento le mani di Viktor avvicinarsi ai miei fianchi. Non voglio guardarle. Non posso guardarle. Se lo facessi rovinerei tutto e non credo che potrei perdonarmelo. Potrei scoraggiarlo e farlo sentire come un pervertito che cerca di molestare una bambina.
Oddio, lui adesso è così vicino… posso persino sentire il profumo dolciastro della Burrobirra analcolica… Non sapevo che stesse così bene addosso ad un ragazzo, che legasse così perfettamente con la virilità.
« Grazie di tutto.» Dice… prima di posarmi un dolce e fin troppo CASTO bacio sulla fronte.
Respingo con forza l’istinto di urlargli contro. « Gr-grazie a te, Viktor.»
Adesso gli sputo in un occhio. Adesso lo faccio, giuro che lo faccio…
Non lo faccio. Si gira, forse troppo velocemente per gli standard di un normale essere umano, cogliendomi impreparata, lasciando così incompiuta la mia vendetta.
Va bene, niente panico: andrò a consolarmi con qualcuno che mi capisca. Sempre se me lo consente. Non sempre è disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro ma sono… (mi guardo l’orologio da polso astutamente trasfigurato in un braccialetto finissimo sul quale lampeggiano a chiari numeri l’ora)… sono le undici e un quarto e per mezz’ora forse potrei riuscire a parlarle. E’ la mia migliore amica, e so che se non fosse aperta non sarebbe certo colpa sua, ma ora ho DAVVERO bisogno di lei. Quindi, per favore, fa che quell’arpia della Pince non abbia già…
Come non detto. Tutte le luci sono spente e il cartello davanti all’Ingresso recita: “La Biblioteca riaprirà domani pomeriggio dalla 2 alle 10 p.m”, in modo così austero da togliermi dalla testa qualsiasi piano sovversivo al quale il mio cervello avrebbe potuto far ricorso.
Okay, parlo con la Biblioteca, qualcosa non và?
Sbuffo e con una camminata malinconica poso una mano sulla porta di legno, sforzandomi di non mettermi a piangere.
Meraviglioso.
Ho litigato con Ron, il mio cavaliere mi ha piantata in asso per andare a rincorrere insieme ad altri sei deficienti una stupida pallina d’orata, NON MI HA BACIATA e per di più la Biblioteca è chiusa.
Che posso fare adesso? In quale modo posso togliermi dalla testa quell’idiota di Viktor?
Forse non c’è soluzione. Dovrei rimanere qui e magari evocare un cartello da appendere al collo con su scritto: “Su, avanti! Chi vuole dare il colpo di grazia si faccia avanti!”
Anche se forse un idea ce l’ho.

***

Odio le Sorelle Stravagarie. Odio tutti questi volti felici, i vestiti variopinti, le decorazioni imponenti, quell’idiota di Hagrid che si ostina a ballare con quell’armadio vivente di una preside francese, odio Diggory e quel muso giallo della sua dama, per non parlare di Potter e la sua goffaggine nel ballare con quella sottospecie di odioso cioccolatino al latte.
E nonostante ce l’abbia con tutti questi schifosi scherzi della natura, io non sono razzista e odio che si pensi a me in questi termini.
Sono al ballo con Pansy Parkinson, infondo.
« Ti porto qualcosa da bere, Malfoy?» Dice Goyle battendomi una mano sulla spalla.
Annuisco annoiato, ondeggiando appena sulle note della musica in sala. Che odio, sia chiaro, ma l’immagine di me che si muove a ritmo dovrebbe essere molto sexy vista dal fuori. « Sì, una cosa qualsiasi.»
« Allora ti prendiamo un punch.»
« Okay.»
Adesso che ci penso odio pure il punch.
Cazzo, che serata.
« Draaacoooo…»
Lo ripeto: CAZZO, che serata. Pansy mi è stata appiccicata dal primo istante in cui l’ho incrociata all’entrata del Sotterraneo ad ora. Ho fatto di tutto per scollarmela di dosso, l’ho persino data in custodia alle sue amiche per poter spettegolare in santa pace degli abiti delle altre ragazze e di tutte le altre cose frivole che le ragazze amano criticare, ma niente, nemmeno quello l’ha fatta desistere dal rincorrermi ovunque.
« E adesso che hai?» La apostrofo molto poco carinamente.
« Mi annoio. Andiamo via?»
Sorrido al suo indirizzo con un fare docile e comprensivo. E’ un bene che me l’abbia chiesto. Anzi, è un bene che abbia aperto la bocca per formulare la prima frase sensata e grammaticalmente corretta in due ore, iniziavo quasi a pensare che l’avessero lobotomizzata.
« Ovvio che… no.»
« Come no?»
Scherzavo. Questa l’hanno lobotomizzata sul serio.« Hai sentito. Adesso chiudi la bocca prendi un drink analcolico fingendo che sia champagne e sorridi a tutti come se avessi una paralisi facciale.»
Lei mi squadra come se le avessi appena rivelato in confidenza di essere originario di Saturno e incrocia le braccia sul petto. « E perché dovrei?»
« Perché si tratta di immagine, cara mia. Se la mia dama si diverte significa che sono un buon cavaliere e ciò influenzerà notevolmente a mio favore l’opinione pubblica.»
« E a che ti serve? Non devi candidarti in politica.»
« Oh, questo non puoi dirlo, il futuro è così imprevedibile.»
« Senti Draco, o vieni via con me o me ne vado e ti lascio qui da solo a sorridere al vento. Scegli: o fare la figura dell’idiota oppure accontentarmi e proseguire con un dopo serata indimenticabile.» Con questa (allettante, direbbe lei, abominevole, direi io) proposta mi stringe un braccio con tenerezza, appoggiandosi alla mia spalla con languida dolcezza, come se non avesse trovato nulla di meglio da usare come cuscino.
« Pansy, no. Noi stiamo qui.»
Ogni accenno di sensualità si volatilizza a contatto con il mio tono irreprensibile. « Draco, hai sentito l’offerta che ti ho appena fatto?»
« Certo ed proprio per questo che non sarei in pace con me stesso se non mi sentissi in obbligo di rifiutare.»
« Che cosa?» Non credo che abbia capito bene. Effettivamente dubito che qualcuno abbia mai avuto il coraggio di dirle una cosa del genere, ma quelli erano tutti dei deficienti che la vedevano come una dea, per me è totalmente diverso. « Pansy, ho molto di meglio da fare che parlare dei diritti civili dei Dissennatori di Azkaban o della riforma intrapresa dal Governo sul sistema scolastico dei Goblin dell’Asia Orientale.»
« Non ti piacciono i discorsi che facciamo?» Azzarda timidamente, come se fosse una cosa troppo assurda per essere davvero presa in considerazione come possibile causa del mio rifiuto.
« Sinceramente non mi piace proprio parlare con te. E’ diverso… sensibilmente diverso.»
Forse se le avessi dato un pugno non sarebbe cambiato molto. Pansy si ritrae di qualche passo, come se non volesse credere alle sue orecchie. « Ma…»
Sono davvero lacrime quelle che le vedo baluginare sinistramente negli occhi?
Come a voler confermare il mio pensiero, ecco le spalle magre della mia dama vengono scosse da un violento singhiozzo. No, no, NO, così non và, accidenti! Non posso permettere che si metta a piangere al Ballo del Ceppo. Dovrebbe essere felice e contenta come nelle fiabe, non prossima al pianto. Non è per nulla una pubblicità positiva. « Okay, okay, non fare così, scherzavo…»
« Sei…»
« No, Pansy, scherzavo, scherzavo! Possibile che ci sei cascata!?»
« Tu… tu hai detto che…» Continua imperterrita lei, alzando un indice tremante guantato di seta verso di me.
« Sì, lo so cosa ho detto, ma ti prendevo in giro! Sai come sono fatto, sono un bontempone!»
Bontempone? CHI? IO? A confronto Piton può sembrare un clown, il che non è certo facile.
Pansy capisce e in risposta non può far altro che singhiozzare più forte… facendo girare quasi tutta la sala, ad esclusione di Thomas e la Brown (impegnatissimi in pratiche decisamente più edificanti).
Okay. Va bene, fantastico! E adesso che faccio!?
Mi guardo intorno spaesato, mentre le amiche di Pansy accorrono in soccorso della pulzella rincretinita e tutti gli altri si limitano a fissarmi facendo dondolare la testa sul capo, come in una pessima imitazione di Nick-Quasi-Senza-Testa.
Devo andarmene di qui, ma non ho la minima…
Il riflesso argentato del laghetto richiama la mia attenzione da dietro i vetri imponenti della sala grande, ammiccando invitante verso di me.
Be’…Anche se… forse un idea ce l’ho.

***

L’unica cosa che mi sembra minimamente accettabile questa sera è il lago. Non ricordo di essergli mai stato molto affezionato da quando mi trovo in questa scuola. Credo che forse non mi sarei mai curato troppo della sua presenza se non fosse un posto ideale per eventuali scappatelle notturne con amici e alcool o di ben più allettanti compagnie.
Ecco Fleur Delacour che traffica con qualcosa che sembra un mezzo nautico. O meglio una barchetta. Anzi, una specie di zattera. No, per dirla tutta è un guscio di noce che non penso possa essere definito un mezzo.
Per il momento non mi avvicino, mi limito solo ad osservarla da lontano, osservando i movimenti leggiadri di quella Dea con devozione crescente. O meglio, osservando i movimenti leggiadri del fondoschiena di quella Dea con devozione crescente. Credevo che si fosse imboscata da qualche parte con quell’idiota di Da… Quando però si gira mi accorgo che non è Fleur. Anzi, se è per questo non è nemmeno una persona.
E’ la Granger.
« Granger!?» Non posso esimermi dall’esclamare non appena mi rendo conto dell’errore.
« Malfoy.» Replica lei gelida giostrandosi animatamente intorno alla barca.
« Che stai cercando di fare?»
« Prendere la barca e andare a fare un giro sul lago, a quanto pare.»
« Sì, ma a quanto pare sei imbranata come uno Schiopodo Sparacoda a fumare il calumet.»
Lei si volta verso di me, ostile, brandendo minacciosamente come se fosse una bacchetta il capo di una corda che doveva fare da ancora per evitare che la barca/guscio di noce se ne andasse a zonzo per il lago di sua spontanea volontà. « Ascolta, ho avuto una serata da incubo anche senza che tu ti ci metta con il tuo repertorio di insulti ormai usati e strausati quindi perché non vai a farti un giro da un’altra parte? Così, giusto per evitare di farci venire un’ulcera gastrica a sedici anni.»
« No, mi dispiace, ma ho già deciso come voglio far terminare questa serata patetica e non rinuncerò a questa barca!»
« Senti, Purosangue o no non hai il diritto di…»
« Senti tu, perché dato che sei così intelligente non ti trasfiguri uno di quegli orrendi orecchini finti in una nave?»
Lei ammicca falsamente verso di me e sputa un:« Meglio se non ti consiglio quello che dovresti trasfigurarti tu anche perché non sono certa che tu l’abbia.», che inutile dirlo, va a colpire proprio lì dove fa più male all’orgoglio di un ragazzo. E non è il cuore, ma qualcosa di infinitamente più prezioso.
Cose delicate a parte, mi sembra evidente che debba trovare un compromesso. Tutti e due desideriamo questa bagnarola, entrambi non siamo disposti a rinunciarli. Si potrebbe tentare un duello, ma non mi batto contro le donne. Và, contro il mio il credo. « Okay, allora prendiamola insieme.»
« Certo e gli asini volano.»
« Alcune specie magiche sì, quindi non vedo perché non accettare.» La sua incertezza è quasi palpabile e non posso non comprenderla.« E’ una sfida nel caso non l’avessi capito.»
Poi ecco che cede. « Okay. Okay, ma vedi di non rivolgermi la parola. E remi tu.»

***

E’ vero odio anche la Granger, ma devo ammettere che è davvero strana stasera. Diversa, in un modo che potrei definire… positivo, quasi gradevole.
Mi chiedo come mai, dopo un entrata trionfale al braccio di quel demente di un tedesco e l’aver attirato molte più paia d’occhi del prevedibile su di sé e il suo abito blu pervinca, si sia ridotta a un finale di serata così misero. « Che fine ha fatto Krum?» Domando rompendo il silenzio.
« Nessuna.» Sbotta lei stringendosi nelle spalle.
Io non mi do per vinto. « Che fine ha fatto Krum?»
« Ti ho detto che non mi và di parlarne!»
« Che fine ha fatto…»
Lei si stizzisce e scuote la testa. « Se n’è andato, contento?»
« Cavolo, ti ha invitata, ti ha sfoggiato come se fossi una specie di trofeo e poi ti ha mollata. Geniale, credo dovrei sperimentarlo anche io.»
« E’ stato convocato ad una partita di Quidditch.» Dice la Granger come per scusarlo.
« Oh, che dispiacere.» Replico io ovviamente per nulla dispiaciuto. Ma si può essere più idioti di quel COSO? Ha avuto quello che ogni ragazzo avrebbe desiderato da un ballo scolastico, ovvero maggior notorietà, complimenti a palate e la ragazza più bella della festa disposta a ballare più di un valzer con lui e con nessun altro.
No, no, aspettate un attimo… ho definito BELLA la Granger?
La signorina in questione mi guarda come mi guardava poco prima Pansy, ovvero come se mi fossi aggiudicato una menzione speciale tra gli esseri più carini ma con meno cervello di Hogwarts.
« Ma come fai a parlare di lui in questo modo?!Credevo foste amici!»
« E in base a cosa, scusa? »
« In base al tempo che passate insieme, o a quello che spendete a fare gli allenamenti di Quidditch, considerando che quest’anno non c’è il torneo.»
Ah, l’amata apparenza!
« In privato però non mi spreco certo a cercar di seguire i suoi ragionamenti. Avanti, se volessi davvero parlare con dei ritardati ho sempre Tiger e Goyle a mia disposizione. Krum è ricco e famoso, per questo me lo sorbisco. Non sopporto il suo grugnire»
« Io lo trovo molto, MOLTO, simpatico, invece.»
« Questione di punti di vista, immagino.»
« Ma insomma! Prova tu ad andare a studiare in uno stato diverso, dove non si parla la stessa lingua e di cui non conosci nulla, se non forse il nome di qualche collega che avrai visto sì e no…!»
« Ah, perché tu pensi davvero che sia la prima volta che Krum si fa un viaggetto in Inghilterra?» La interrompo alquanto bruscamente.
« No, non lo penso, lo so! Me lo ha detto lui!» Esclama.
« Forse per giustificare il suo accento spaventoso e l’inesistente dimestichezza con la lingua.»
« Secondo me se la cava molto bene con la lingua!»
« Su questo devo crederti sulla parola, Granger, perché fortunatamente ho gusti molto diversi in quanto a partner.»
« Non cambiare discorso buttandola sul ridere! E’ segno di debolezza, non lo sai Malfoy?»
« Tu non hai la minima idea di cosa sia la debolezza, Granger.»
« Non so se prenderla come una cosa positiva o no.»
« Fai come ti pare, credo tu abbia un cervello, usalo.» Mi limito a dire infine. « Sappi però che Krum ha vissuto qui per quasi un anno e mezzo quando giocava per i Bottoni di Satana, la squadra di Plymouth.»
Lei ricambia l’informazione con un cordialissimo:« Non ti credo.»
« A me non cambia la vita mentirti, quindi credi a quello che più ti piace.» Non riesco davvero a capire che ci trovi una ragazza così intelligente in un minorato mentale come Krum.
Perché, bisogna dargliele atto, ci sarà un motivo per il quale viene venerata da tutto il corpo docente, Piton escluso.
Persino mio padre dice che è rarissimo trovare cervelli del genere rinchiusi in corpi da adolescenti e se lo dice lui…
I raggi lunari si infrangono sulla barca, mentre io continuo con la mia nobile opera di braccia, e sono tutti per lei e per i suoi capelli. Li cattura come se le fossero sempre appartenuti, a lei e a quella fronte spaziosa che ha messo in difficoltà maghi superiori a me.
Non credo sappia che le basterebbe un solo sorriso alla persona giusta, uno sguardo eloquente all’indirizzo del candidato più promettente per avere tutto o forse non sarebbe qui ora.
Lei alza lo sguardo, che fino ad adesso era rimasto concentrato sulle dita minute ed eleganti per andare su di me.
Sta ancora riflettendo su quello che le ho detto prima e non posso negare che quando appare assorta è ancora più affascinante.
Per Merlino… AHHHH! Non posso davvero pensare a queste cose! Deve essere per il vestito. E per i capelli. Non c’è altra spiegazione.
O forse ha esagerato con il profumo. O forse è un Filtro D’Amore che ha confuso per la crema anti brufoli.
Che fine ha fatto la saccente e presuntuosa so-tutto-io che fino all’altro ieri allenava il muscolo del braccio a lanciandolo a velocità supersonica verso il soffitto ad ogni interrogativo posto dai professori?

There you see her
Sitting there across the way
She don’t got a lot to say
But there’s something about her
And you don’t know why
But you’re dying to try
You wanna kiss the girl


Inutile.
Credo che Malfoy abbia ragione.
Non conosco poi così bene Viktor, e se è l’allievo prediletto di quel viscido bastardo di Karakaroff ci dovrà pur essere una spiegazione plausibile.
Ma sarebbe un controsenso. Se Malfoy dicesse la verità sarebbe come ammettere che la legge di gravità è solo una scusa per spiegare perché Newton si fosse preso un bel mal di testa concedendosi un pisolino sotto un albero di mele. Be’,pazienza. Tanto non ci ha mai creduto nessuno a quella storia.« Tu invece perchè te ne sei andato?» Domando prima di poter rendermi conto di aver aperto la bocca.
« Se fossi rimasto in quella sala ancora per due minuti avrei rischiato di commettere un omicidio. E la vittima non sarebbe stata Potter.»
« Incredibile, significa che c’è qualcuno di noi infimi mezzosangue che non uccideresti?»
« So che ti sorprenderò, ma non stavo parlando di mezzosangue, Granger.»
« La Parkinson anche se è odiosa non è dovrebbe essere così antipatica ai suoi simili.»
« Che ne sai che parlavo di lei?»
« Non è così?»
« Credevo che a Divinazione facessi schifo.»
« E io credevo che lei ti piacesse.»
« Tu credi troppo a quello che vedi e non supponi niente. Metti da parte gli occhi e aziona il cervello.»
« Sei delicato come una manticora e non credo davvero che sia un complimento.»
« Detto da un castoro? Ah, credo che sopravvivrò.»
« Peccato.»
Lui mi guarda senza ribattere. Si limita a fare il suo dovere di novello vogatore con impegno, senza dire più una parola per un periodo che mi sembra infinito.
Non sono sicura però di preferire il silenzio alla sua voce. Nulla è meglio di quella in questo momento a far da complemento allo scroscio dell’acqua e al canto delle stelle.
Lo fisso, quasi per invitarlo a riaprire bocca, e mi sembra di aver a che fare con una persona mai vista prima d’ora, il che è strano. Andiamo nella stessa scuola, frequentiamo quasi tutti gli stessi corsi e mi sono appena accorta di non averlo mai guardato sul serio.
Insomma, quando lo incontro nei corridoi non mi soffermo certo sui particolari, ma sull’insieme, lasciando perdere tutto il resto e coprendolo con la ben poco lusinghiera opinione che ho maturato su di lui.
Ma che cosa so io, VERAMENTE, su Draco Malfoy?
So che è figlio di un Mangiamorte dal sangue purissimo e di una donna altrettanto nobile. Che ha i capelli biondi come i suoi genitori, che possiede una Nimbus 2001 e che gioca come Cercatore in Slytherin. E che è un bastardo razzista.
Che abbia le sue ragioni per esserlo?

Yes, you want her
Look at her, you know you do
It’s possible she wants you, too
There is one way to ask her
It don’t take a word
Not a single word
Go on and kiss the girl



E’ assurdo.
Sto psicanalizzando il mio peggior nemico come se avessi commesso un errore di valutazione nell’esprimere un giudizio così poco lusinghiero su di lui. E, come se non bastasse, sto cercando un modo per giustificarlo per essere così schifosamente odioso e cattivo con tutti.
Non posso davvero pensare di voler passare anche solo un minuto di più su questa barca!
Proprio mentre sto convincendomi con la forza di aver subito un trauma infantile del quale solo adesso si vedono le conseguenze, Malfoy si alza in piedi sulla barca, facendola dondolare in maniera allarmante. « Che stai facendo?» Sbraito con la voce più acuta di un ottava.
« Smettila di preoccuparti.»
« Non mi fido di te.»
« Nemmeno io mi fido di te ma questo al momento non mi pare un problema degno di essere trattato.»
« Se continui a muoverti come se ti avessero morso, ci faremo male, molto, MOLTO male.»
« No, so come bisogna gestirsi con certe cose.» Ribatte continuando a gareggiare in un solitario tiro alla fune con l’ancora.
Okay, calma Herm. Deve solo far girare la barca, nulla che un bambino di tre anni non possa fare ad occhi chiusi. Solo mentre formulo questo pensiero mi rendo conto della situazione: sono in mezzo al lago, sono le undici e mezza, sono senza bacchetta, e sono da sola con Malfoy e il suo dubbio talento nell’arte marinaresca.
Devo trovare qualcosa di positivo a cui aggrapparmi o morirò di senza nemmeno aver dato un bacio come si deve a un ragazzo.
« Ti do un mano.»
« Non ce n’è…»
Ma deve ricredersi perché dopo appena qualche istante che avevamo unito le forze, riusciamo con successo a disincagliarci e a riportare l’ancora sulla barca.
Esausta, mi lascio cadere ai piedi di Malfoy, mentre lui riprende fiato seduto dove era prima.
« Benissimo, a meno che tu non abbia qualcosa di urgente da fare credo che ci metteremo circa un quarto d’ora per tornare dove eravamo prima, sempre che l’acqua non ghiacci, ovviamente.» Mi informa.
« Fantastico.» Dico sciogliendo i capelli dal fermaglio che li teneva legati dietro al capo.
« Ma tu tremi.»
Sì, ora che me lo fa notare effettivamente... è vero! Perchè non ho portato la bacchetta magica?« Davvero? No, sono solo spasmi incontrollati del…»
« Non dire cazzate. Avanti, prendi questa. Se venissimo ritrovati domattina e tu fossi in ipotermia Potter avrebbe un motivo valido per ammazzarmi.» Dice sfilandosi la giacca e porgendomela. Io la guardo senza riuscir a profferir verbo per qualche secondo. Ma è davvero lo stesso Slytherin che mi chiamava “Mezzosangue Zannuta” e che mi ha mandato in Infermeria con dei denti da far invidia a un tricheco?
« Ti preoccupi per me, Malfoy?»
« Mi preoccupo per te, Granger. Lo ammetto, in realtà gli scherzi della natura mi fanno molta tenerezza.»
« Grazie.»
Sento che dovrei aggiungere qualcos’altro, ma non mi viene in mente niente… perché all’improvviso la barca viene scossa da un colpo del tutto imprevisto, quasi sicuramente opera della Medusa Gigante, e per qualche inspiegabile ragione mi ritrovo Malfoy addosso in una posizione che direi molto più che compromettente.
E non facciamo nulla. Stiamo in quell’atteggiamento scomodo fissandoci negli occhi e stordendoci i timpani con il fragoroso rimbombo dei nostri cuori che battono all’unisono.
E’ un attimo. Prima che possa accorgermene le sue labbra sfiorano sensualmente le mie, il suo alito si insinua con dolcezza nelle narici, mentre le sue mani si fanno gentilmente strada lungo la mia schiena.
Non mi bacia. Non ancora. Come per ottenere con una dolce promessa il permesso per potersi impossessare di loro, attende un mio cenno.
Sta tutto a me. Se mi ritraggo non succederà nulla. Se invece mi avvicino… non so bene nemmeno io che cosa potrebbe accadere, ma con ogni probabilità il mio status in quanto a esperienze amorose cambierebbe sensibilmente.
Chissà quante ragazze ha baciato prima di trovarsi a meno di tre centimetri di distanza dalla bocca della sua più acerrima nemica.
Chissà che cosa ho in comune io con tutte loro.
Deglutisco e imponendomi di non pensare più a nulla schiudo le labbra e mi preparo a quello che, signori e signore, credo verrà catalogato come l’errore più clamoroso della mia esistenza.
Poi un raggio verde cade nell’acqua a pochi metri da noi.

Sing with me now
Sha-la-la-la-la-la
My, oh, my
Look at the boy too shy
He ain’t gonna kiss the girl
Sha-la-la-la-la-la
Ain’t that sad
Ain’t it shame, too bad
You gonna miss the girl

Kiss The Girl [Part2: The Best Mistake You Can Do]

Coming Soon...