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Name: Morgan age: 17 location: Milano
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Leave A Message After The Tone
Personaggi: Draco Malfoy; Hermione Granger.
Genere: Romantico; Commedia.
Avvisi: One Shot; AU.
Trama: Hermione è davvero impossibile quando si fissa su qualcosa, soprattutto da quando il suo fidanzato è Draco Malfoy, che di tecnologia babbana non ci capisce proprio nulla. Chi l’avrebbe mai detto che creare un messaggio per la segreteria telefonica fosse così difficile!?
Dedica: a tutti i fan della Draco/Hermione, in particolare a Savannah.
Per i commenti: clikka qui.
Leave A Message After The Tone-
« Tu sei matta.»
« E tu sei un rompiscatole.»
« Granger, mi rifiuto. Non so se il concetto ti è chiaro ma MI RIFIUTO CATEGORICAMENTE.»
« Guarda che non morirai tra atroci stenti o roba simile, anzi farò tutto da sola. Tu devi solo sederti lì e far fare tutto a me. Sono certa che ti piacerà quando ti sarai abituato.»
« Io non credo proprio. Se mia madre lo venisse a sapere…»
« Da quando te ne frega qualcosa di tua madre?»
« Da quando le ho quasi fatto venire un colpo apoplettico due mesi fa e il senso di colpa non mi ha fatto dormire per due settimane.»
E va bene, ho mentito spudoratamente e lei lo sa benissimo perché increspa elegantemente un sopraciglio in quel modo buffo che solo lei sa fare e sorride, ma non è questo il punto. Tante piccole rughette di pelle raggrinzita le si inarcano sulla fronte, perfette, per quanto antiestetiche. « Oltre a rompiscatole sei anche un contaballe.»
« Senti, è solo che non credo sia una buona idea. Okay?»
« Ma è una cosa innocente! Sono sicura che chiunque te la perdonerebbe se ne venisse a conoscenza. »
« Certo, forse me la perdonerebbe ma non la dimenticherebbe. E io questo non posso assolutamente permetterlo.»
« Ascoltami bene Malfoy. Che tu voglia o meno farò di testa mia e dovrai accettarlo. L’ho sempre fatto e sempre lo farò.»
« Ma…»
« E questa è la mia ultima parola.»
Sorride sotto i baffi sapendo perfettamente di averla vinta e si catapulta in meno di un nanosecondo dall’altra parte della stanza, allegra come una bambina sotto la pila dei regali di compleanno e altrettanto ingenua.
Io sono pressoché nauseato.
Non posso pensare a quello che sta accadendo senza provare un profondo senso di impotenza.
Hermione è davvero impossibile quando si fissa su qualcosa.
Riemerge da dietro il divanetto con uno di quegli aggeggi infernali tra le mani, ancora avvolto dalla carta velina rosa confetto. Lo scricchiolio della confezione e della carta trasparente che si accartoccia su di sé rende la situazione ancora più irreale di quanto potesse apparire prima.
Perché vedete, questa è la scena: ci sono io, rampollo in declino di una delle più famose Casate Purosangue di tutto il Mondo Magico, sceso a forza da un letto che non avevo la minima intenzione di abbandonare, seduto ai piedi del divano bianco di Martha Stuart, in pantaloncini corti e t-shirt bianca circondato amorevolmente da pile gigantesche di riviste femminili e numeri stravecchi della Gazzetta del Profeta, il tutto racchiuso in uno spazioso e luminoso salotto in cima ad un elegante appartamento nel centro di Londra, abitazione che condivido con uno dei migliori esemplari di femmina umana Pensante, dicesi anche “mia fidanzata/ragazza/donna/schiava del sesso” (o più semplicemente Hermione Granger), da circa due mesi.
Non fraintendetemi, ADORO Hermione, e non solo perché è l’esatto contrario di tutto quello che mio padre aveva desiderato per me e come madre della mia progenie, ma anche perché, nonostante all’apparenza sia seriosa e perennemente con una risposta pronta ad essere estratta dalla tasca elegante dei suoi pantaloni babbani, è dolce, comprensiva, intelligente e pazza di me.
Nonostante la mia devozione nei suo confronti, la suddetta partner oggi ha ricevuto, probabilmente in sogno, da forze ignote e molto crudeli il compito di farmi ammattire completamente portandomi alla soglia della sopportazione umana con l’ennesima delle sue stupide trovate.
« Non è adorabile?» Sospira sventolandomi davanti al naso il suo ultimo inutile acquisto. Il Coso trilla allegramente a comando, moltiplicando la soddisfazione di Hermione ad ogni rintocco.
Io mi ritraggo senza far nulla per nascondere il disgusto. « No. Anzi è abbastanza inquietante.»
« Invece è molto carina. E’ l’ultimo modello, sai? Volendo possiamo anche mandare foto o musiche a un altra…»
« Non dire il nome di quella cosa. Ti prego, potrei non rispondere delle mie azioni.»
Lei alza le spalle e si siede sul divano, guardandosi in giro alla ricerca di una presa per la corrente elettrica. « Va bene.»
« Ma prima spiegami a che DIAMINE ci serve uno di quei…» Indico l’Aggeggio senza trovare il coraggio di pronunciare il suo nome.
Hermione ripone con affetto materno il Coso sul divano lindo, incrocia le braccia sul petto e inizia a battere il tempo sul tappeto con il piedino calzato da semplici pantofole primaverili. « Quelle. E’ una…»
« So che cos’è!» La interrompo bruscamente. « E’ una diavoleria babbana che non ho la minima intenzione di tenere in casa!»
« Ma le mie amiche dovranno pur contattarmi!» Ribatte lei.
« Ci sono i Gufi per comunicare. O i camini. Perché uno di Quelle?»
« Perché QUELLE sono efficaci e babbane. E dato che molte delle mie amiche non sanno che sono una strega e nemmeno lo sospettano, non penso che capirebbero come mai una brillante “Investigatrice Privata” come la sottoscritta debba comunicare con il mondo esterno tramite degli animali. Tutto ciò è anormale.»
« Tu sei anormale. E anche questa storia lo è!»
Perché doveva farsi anche delle amiche babbane? Ha vissuto sette anni a fare di contorno a due ragazzi e, se non vogliamo contare la piattola dai capelli rossi, non ha mai avuto contatti significativi con persone del suo stesso sesso.
Cosa che, prima che venissimo ad abitare insieme, non le era mai dispiaciuto.
Perché adesso allora!? Perché proprio quando siamo riusciti ad uscire indenni da quella situazione infernale deve mettersi a fare sogni di normalità?
« Draco…» Miagola Hermione dolcemente mettendosi a sedere composta sul divano e divaricando leggermente le gambe in un gesto quasi casuale che però non mi sfugge.
« Presente!»
« Dai, fallo per me. Ti prego, ti prego, ti prego…» Congiunge le mani come se fosse in preghiera e si lancia in una stonata cantilena di suppliche.
La detesto perchè sa perfettamente che può farmi fare tutto quello che vuole semplicemente sbattendo quelle ciglia favolose e facendomi gli occhi dolci.
Odio che lei sappia come colpirmi.
« E va bene. » Dico scocciato. « Ma non chiedermi altro per almeno un mese e mezzo.»
Si bacia la mano con quelle belle labbra rosse e soffia un bacio nella mia direzione. Tutta contenta infila la spina nella presa e schiaccia un bottone rosso.
Click.
« Salve! Questa è la Segreteria Telefonica di Hermione Granger e di Draco Malfoy. Se la segreteria è entrata in azione significa che al momento non siamo in casa, quindi sa avete urgenza di parlare con noi lasciate, dopo il beep, nome, cognome e numero di telefono in modo da potervi ricontattare al più presto. Buona Giornata!»
Schiaccia nuovamente il pulsante e poi riavvolge il nastro per sentire la registrazione appena fatta. Una voce gracchiante che poco somiglia a quella di Hermione ripete per filo e per segno il discorso, interrompendosi con un suono sinistro dopo il “Buona Giornata!”.
« Che ne pensi?»
Non penso. Quel Coso mi ha distrutto il cervello con le sue radiazioni malefiche. « Posso dire parolacce?»
« E’ davvero così terribile?» Chiede dispiaciuta rimettendosi a sedere composta sul divano.
« Se fossi una libera professionista che opera in campo babbano sette giorni su sette per 12 mesi l’anno e che troverebbe più che naturale che qualcuno dei tuoi colleghi ti cercasse a casa, sarebbe perfetta. Ma tu sei un Auror, dolcezza e certa roba non ti serve a nulla.»
« Hai ragione.» Riflette ad alta voce lei, picchiettando con le unghie corte ma curate su un fianco magro. « Ragion per cui parteciperai anche tu.»
« Scordatelo. Fuori questione!»
« Dai…»
« No. Mi sembrava di essere stato chiaro prima. Tu parli e io vegeto.»
Lei fa una faccia contrariata e inalbera un cipiglio severo, come quello che adottava ad Hogwarts per lanciarsi in fantastiche imitazioni della McGranitt e che io adoravo senza riserve in silenzio. « Allora, già non vuoi sentir parlare delle mie amiche, né tanto meno conoscerle. Se non fai almeno sentire la tua voce in uno stupido messaggio potrebbero iniziare a pensare che non esisti!»
« E… allora?»
« E allora sarebbe molto poco simpatico.»
« Perché?»
« Perché passerei per una bugiarda, single e sfigata.»
« Ah… e non lo sei?»
Lei aggrotta la fronte e socchiude gli occhi. Lo sguardo dondola alternativamente da me all’Aggeggio come se si fosse preso una pausa su un’altalena particolarmente instabile. « Dobbiamo per forza tornare sull’argomento “sincerità verso il prossimo”?»
Io faccio una smorfia e sento lo stomaco contrarsi. Dopo l’indigestione avuta in questi mesi non ne sento proprio il bisogno quindi scuoto il capo. « No, non è necessario.»
« Bene, allora evitiamo.»
Sembra davvero offesa a morte, tanto che mi riesce a far sentire in colpa senza nemmeno aprire bocca. Se ne sta lì, seduta, osservando attentamente l’Aggeggio e soffocandolo di attenzioni che invece gradirei fossero rivolte al sottoscritto.
Sospiro. « Se dovessi partecipare anche io… per assurdo ovviamente, che dovrei fare?»
Lei sorride, indossando nuovamente il suo buon umore e ritrovato ottimismo. « Non lo so… per esempio, fare una battuta, chiamarmi fingendo di essere assonnato e reduce da una notte di sesso sfrenato, dire il tuo di nome… qualcosa di simile.»
« Oh.»
« Pensi di poterlo fare?»
« Dire il mio nome? Quello sì. Simulare la voce sfiancata dall’attività notturna meno raccomandata dai nostri amici, no.»
Hermione alza gli occhi al cielo e annuisce. « Bene, allora provaci. Come ricompensa potrei decidere di esercitarmi in quell’attività notturna avendo te come cavia.»
Allettato dalla proposta balzo in piedi e mi vado ad accomodare vicino a lei sul divano. « Agli ordini!»
« Questa è la segreteria telefonica di Hermione Granger e di…» fa una pausa e si volta a guardarmi lasciando andare avanti il nastro che continua a registrare.
« Che c’è?»
« Devi dire il tuo nome!» Sussurra a senti stretti per non farsi udire.
« Oh, Draco Lucius Malfoy, qui per servirvi. Se siete carine, spigliate e nude, questo è l’uomo che cercate per ravvivare le vostre serate.»
« Draco…»
« Un metro e ottantacinque di brio e mistero, soffici e stuzzicanti capelli biondo naturale, due occhi azzurri paragonabili ad un mare turchino sbiadito dal caldo afoso della spiaggia, fisico scolpito e lineamenti mascolini…»
« Draco…»
« Tutto questo per voi, adorate fanciulle babbane. Rivelatemi tutto. I vostri desideri più reconditi sulla linea più calda della Gran Bretagna non rimarranno semplici fantasie irrealizzate… Lasciate pure il vostro numero telefonico e quello delle vostre amiche….»
« DRACO…»
« … Senza ovviamente tralasciare le misure di fianchi, seno e girovita. Ricordate: Draco Malfoy. Molto più di un semplice Macho.»
« DRACO!»
Trattengo a stento una risata e fisso Hermione con la mia migliore espressione perplessa. « Non è di tuo gradimento?»
« Direi proprio di no.»
« Okay, allora rifacciamo.»
Riavvolge il nastro e mi fa cenno di riprovare. Mi schiarisco la voce e il cervello inzia a muoversi in un frenetico balletto di doppi sensi e battute stupide. « Questa è casa di Hermione Granger e Draco Malfoy. Se non rispondiamo è perché, o ci stiamo dando dentro come cani in calore o non siamo in casa.»
« Ma…»
« In caso contrario, vi è mai venuto in mente che potremmo aver altro di meglio da fare che rispondere al telefono?! Andate a lavorare, schifosi babbani!»
« DRACO!» Urla Hermione.
« Nemmeno questo ti piace, eh?»
« Il tuo intuito mi spaventa.»
Io alzo le spalle e metto il broncio. Caspita, la parte dei cani in calore era perfetta.
« Riavvolgo e questa volta cerca di essere più serio.» Annuncia in un tono che non ammette repliche.
Annuisco senza aver intenzione di mantenere i propositi, cosa più che naturale, data la mia indole. « Ciao! Questa è la Segreteria telefonica di Hermione Granger e Draco Malfoy. Se non siete belle ragazze o gente che ci vuole regalare soldi non sappiamo che farcene del vostro stupido messaggio, quindi vedete di non disturbare più, stupidi idioti!»
« Ho capito. Basta, adesso faccio io. Tu limitati a dire ciao o arrivederci, okay?»
« Non credo di esserne capace. Il mio ego sconfinato mi impone di stare al centro dell’attenzione.»
« Be’, provaci se non vuoi finire in bianco questa sera!»
Usare il sesso come merce di scambio... che cosa ignobile!!
« Dmpf…» Borbotto tra i denti.
« Come scusa?»
Scrollo le spalle e faccio finta di nulla. « Nulla è una sigla di mia invenzione.»
« Che significa…» Lascia in sospeso la frase aspettandosi che continui.
« No, no, non te lo dico. Non ti piacerebbe per nulla.»
« Tu provaci.»
Uh. E’ più facile a dirlo che a farlo. Mi spremo le meningi e cerco di inventarmi qualcosa sul momento. « Desidero Morire Piuttosto Che… »
Stupido, la C non c’entra nulla! Hermione se ne accorge e batte la mano sul bordo del divano.
« Draco!»
« Okay, okay, ma poi non ti arrabbiare. Desidero Morto il Potter Finocchio.»
« Questa me la paghi.»
Ma se l’ho persino avvertita che non le sarebbe piaciuto! Imperturbabile in quel cipiglio meravigliosamente severo riprende i suoi esperimenti di normalità in un batter d’occhio.
« Buongiorno! State parlando con la Segreteria Telefonica di Hermione Granger e del suo fidanzato Draco Malfoy.»
« Sì. Draco Malfoy, il fidanzato, vi saluta. » Intervengo con un tono che lascia intendere il massimo dell’insofferenza concessa.
« Lasciate un messaggio dopo il beep e, appena possibile, vi richiameremo.»
« Tesoro, adoro che tu tenga a ricordare a ogni essere vivente provvisto e non di udito che io e te stiamo insieme, ma devi proprio presentarmi come “il tuo fidanzato”?»
« Hai ragione. E’ troppo presuntuoso.»
« Esattamente.»
Lei si crogiola assorta nei suoi pensieri per un attimo, poi annuisce e fa per riavvolgere nuovamente il nastro.« Okay, senti questa.»
« Ciao! Questa è le Segreteria Telefonica di Hermione Granger.» Si gira verso di me e in un sussurro appena percettibile sibila tra i denti: « Ripetilo!»
« Ciao! Questa è la Segreteria Telefonica di Hermione Granger!»
Lei schiaccia un tasto e sbuffa. « No!»
« Come no?»
« Dovevi ripeterlo dicendo il tuo nome!»
« E allora sii più chiara!»
« Rifacciamo e questa volta stai zitto!»
Ah, se fosse per me altro che zitto…
« Ciao! Questa è la Segreteria Telefonica di Hermione Granger e di Draco Malfoy. Su, Draco, saluta!»
Mi sembra di avere quattro anni, un completino alla marinara che fa a pugni con le scarpe rosse e la mano stretta in quella di mia madre che mi dice:“Su amore, saluta zia Elladora!” anche se sa perfettamente che non sono capace di articolare bene i suoni e che nessun essere umano con solo 1461 giorni circa di esperienza in campo umano sarebbe in grado di dire correttamente un nome simile. E così, anche se a malincuore, sono costretto a bisbigliare un affrettato ”Siao tsia Ellamora!”, suscitando l’ilarità e l’orgoglio dei miei famigliari.
« Draco!» Sussurra Hermione a denti stretti.
« Sì, mamma. Ciao a tutti.»
« In questo momento non siamo in casa, oppure non possiamo rispondere. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico e vi richiameremo appena possibile!»
« E’ penosa.» Decreto non appena la registrazione viene interrotta.
« Uh.» Sbotta lei assorta .
« Che significa?»
« Che hai ragione. Manca qualcosa.»
« E cosa?»
« Insomma, ci sono solo le nostre voci…»
« E che vorresti che ci fosse ancora? La banda? Un concerto d’archi? Uno slogan pubblicitario?»
« No, gli archi non mi piacciono.»
« Ah.»
« Ci vorrebbe una canzone. Ma non una qualsiasi, una diversa.»
« Che ne dici di una marcia funebre?» Propongo allegramente. « E tanto che ci siamo, per renderla ancora più DIVERSA potremmo farla eseguire da un gay.»
« Idiota.»
Faccio una smorfia e mi tiro a sedere sul divano, issando tutto peso sulle braccia reduci da estenuanti ore di allenamento nel campo Auror e appoggiandomi allo schienale soffice.
«Ciao! Siamo Hermione Granger e Draco Malfoy. Se siete Aisha, Crystal, Liz, Sheryl, Laura o Alex, scusate, ma in questo momento non sono in casa. Vi richiamerò al più presto!»
« Se invece siete uno di quegli impiastri di Potterino e Lenticchia, provate di nuovo a chiamare la mia donna e verrete Avada Kedavrizzati seduta stante.»
« Draco!»
« Sì?»
« Piantala! Possibile che non riesci a stare serio per venti DANNATISSIMI secondi!?» Sbraita duramente. Ha il viso paonazzo e i capelli appiccicati sulla fronte, con tanto di occhi lucidi fuori dalle orbite. Per la miseria, sembra davvero incavolata.
« Sì.» Affermo orgoglioso spalmando sulle labbra un mastodontico sorriso a quarantadue denti che so la farà arrabbiare ancora di più.
« Sei un…»
« Quante storie! E’ un semplice messaggio registrato!» Sbotto io annoiato.
« Infatti, Malfoy. Infatti.» Balza in piedi e si dirige a passi pesanti verso l’attaccapanni, prende la sua giacca e con un gesto impaziente se lo butta sulle spalle magre. « Se non riusciamo a metterci d’accordo per le piccole cose, come faremo a convivere nelle stessa casa?»
Poi apre la porta con foga e si blocca un attimo sull’uscio per darsi una veloce occhiata alle spalle, e vede me, immobile ed istupidito come una bambola di pezza. Mi fissa e fa l’ultima cosa che mi sarei aspettata che facesse.
Esce e si chiude la porta alle spalle.
***
Apro la porta lentamente ed Hermione è lì. Ha le braccia cariche di borse della spesa e le gote accese per lo sforzo di essersi fatta a piedi sette piani di scale, probabilmente, senza nemmeno prendersi un attimo di sosta. Stupida. Si farà venire la scogliosi per la sua maledetta ostinazione a voler far finta di essere una babbana a tutti gli effetti. Reprimo ogni possibile commento gradevole che potrebbe irrompermi dalle labbra e mi protendo verso di lei per aiutarla.
Lei prontamente si scansa e manda a vuoto ogni mia premura entrando con le labbra serrate e i capelli al vento, altezzosa e palesemente alterata.
« Che ci fai qui?» Domanda di spalle mentre disfa la spesa sul tavolo in cucina. Sbatte
« E’ anche casa mia.» Replico risoluto.
« Saresti dovuto uscire con Zabini e Goldstein oggi pomeriggio. Perché non sei andato?»
« Ho avuto di meglio da fare.»
« Come girovagare su Internet alla ricerca di siti pornografici?»
Aggrotto la fronte e sospiro. « Sai che non sono capace di usare quella roba.»
« E allora che hai combinato?»
Le sorrido e mi avvicino per prenderle una mano nivea tra le mie. Fa per ritrarsi ma sono più robusto di lei e la trattengo senza alcuno sforzo. Hermione distoglie lo sguardo che va a posarsi sulle pentole sporche e il fioco luccichio delle due candele accese sul balcone ad illuminare due piatti e vari vassoi pieni di portate babbane e squisite. « Mi sono cimentato in cucina. Sai, è divertente ogni tanto fare qualcosa senza magia. Rafforza il carattere e la capacità di sopravvivenza.» Spiego.
Lei si addolcisce appena e sorride.« Non dovevi. Non sono davvero arrabbiata. Anzi, non lo sono mai stata. Non sul serio, per lo meno.»
« Però avevi ragione.» Mi affretto a dirle. In risposta Hermione ricambia la mia occhiata amorevole e pentita con un'altra carica di sospetto e diffidenza. « Abbiamo affrontato tanti ostacoli per stare insieme. Troppi, alcuni quasi eccessivamente alti per noi. Ma siamo qui. Dividiamo lo stesso appartamento, abbiamo uno spremiatrumi funzionante, ben 9 servizi di bicchieri che non useremo mai e un gatto che non ne vuole sapere di avvicinarsi a me, ma in un modo o nell’altro e che ci piaccia o no, non riusciremmo a stare lontani l’uno dall’altra nemmeno se ci operassero un incantesimo di memoria e ci dimenticassimo degli ultimi sette mesi. Quindi, andando contro la mia natura, ho deciso di fare uno sforzo per rendere questa convivenza un po’ meno sofferta e di pensare, oltre che al mio benessere, anche a quello delle tue coronarie.»
« Ti adoro.» Sussurra nascondendo il volto nella stoffa della mia camicia.« Posso saltarti addosso ora?»
Sebbene in altre situazioni non avrei esitato ad acconsentire con gioia, mi costringo a rispondere con un soffertissimo: « Non ancora.»
« Draco, stai bene?»
« Certo, ma prima di darci alla pazza gioia rotolando sotto le coperte e grufolando di piacere, devi vedere una cosa.»
Hermione mi da una pacca leggera sulla spalla in segno di protesta.« Io non grufolo.»
« Certo che no, tesoro.»
« Dai, Draco, sono curiosa! Che hai combinato!?»
« Be’, ci ho messo un po’… prima ho dovuto vincere il disgusto nel toccare quella Cosa… poi però è andata meglio. Sai, dopo tutto il tempo che ho impiegato per capire come fare, mi ci sono quasi affezionato.»
« Di che parli?»
« Della tua segreteria telefonica. Cioè, della NOSTRA segreteria telefonica.»
Incredibile. Ho detto per ben due volte di fila il nome di quella Roba senza provare conati di vomito indesiderati. Forse dovrei iniziare a preoccuparmi. Magari sono malato. Molto malato. Malato terminale o roba simile…
La sua espressione cambia. Ora sembra adirata. « Se hai fatto quello che penso…»
« Probabile. Ultimamente sono terribilmente prevedibile.» Ammetto con un pizzico di orgoglio.
« L’hai buttata via?!»
« No! Assolutamente no!» Dopo tutta la fatica che ho fatto?
« E allora cosa…» La zittisco posandole delicatamente l’indice sulle labbra.
« Ascolta.» Dico.
Schiaccio il tasto con su disegnato un triangolino di traverso e osservo il viso di Hermione illuminarsi progressivamente mano a mano che la registrazione và avanti. Quando finisce sta ancora sorridendo, anche se i suoi occhi la dichiarano ad un passo dalle lacrime.
« Grazie.» Dice con voce rotta e un po’ troppo emozionata. « Grazie davvero.»
« Ciao! Questa è la Segreteria Telefonica di Hermione Granger e Draco Malfoy. In questo momento non possiamo rispondere oppure non siamo in casa. Per favore, lasciate un messaggio dopo il segnale acustico!»
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