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Name: Morgan age: 17 location: Milano
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Pre: The Last Word
Title: The Last Word.
Personaggi: Cordelia Chase; Xander Harris.
Genere: Romantico.
Trama: Una breve Xander/Cordelia, ambientata dopo Graduation Day Part II - Perchè nessuno parte senza dire addio.
La storia è di Little Illy e la potete trovare a questa pagina:
The Last Word.
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The Last Word
Non so come sia arrivata qui. Okay, ovviamente lo so come sono arrivata qui. Abbiamo preso la sinistra a Ravello, la destra a Longaman e sempre dritti sulla Royal. Ma intendo come sono arrivata emotivamente qui.
Sono tutta sottosopra. Ho le farfalle nello stomaco. Certo, sì, sto andandomene via di casa. Anzi, non solo sto lasciando casa, ma abbandonando una città, lasciando ogni cosa che avevo conosciuto come casa. Non sto per conoscere i salotti di L.A, non sto per scoprire dove comprare a buon prezzo scarpe e borse da abbinarci, non sto per sapere dove i ragazzi fighi si riuniscono dopo la scuola. Non saprò nemmeno dopo comprare un gelato in estate o il posto più carino del parco dove riposarmi. Sto per iniziare una vita completamente nuova.
Sto per scegliere un nuovo parrucchiere, magari uno poco costoso perché sono al verde.
Questo posto è così famigliare, così radicato nei miei ricordi, più di quello che abbia mai saputo. E’ come se fosse una parte di me. E’ dove sono cresciuta. Per la prima volta, mi sto guardando intorno e non vedo solo la piccola noiosa città della quale avevo la nausea, ma vedo tutte le cose che hanno importato qualcosa per me. Sto guardando l’unico albero che io abbia mai scalato, le altalene nel parco dove ho dato il mio primo bacio a 7 anni, dopo esser stata pagata da Toby Sherman 5 dollari (che schifo), l’angolo della strada dove sono stata attaccata per la prima volta da un vampiro – questo succede spesso a Sunnydale. Sto vedendo la mia intera vita e me la sto lasciando alle spalle.
Ho immaginato questo giorno così tante volte. Il giorno in cui parto per L.A per diventare un attrice. E’ stato da sempre il mio sogno. Non avrei mai pensato che potessi essere povera un giorno e di lasciare casa senza nient’altro che una piccola valigia piena dei vestiti che mi sono rimasti. Non avrei mai pensato che potessi essere spaventata in questo modo. E certamente non avevo mai pensato che sarei stata seduta di fianco a Xander Harris mentre mi porta alla stazione dell’autobus.
E’ quello che intendo, essere qui. Non so come sono arrivata al punto in cui Xander Harris è l’unico che sta per salutarmi. Non so come sono arrivata al punto in cui sono davvero grata che lui sia al mio fianco.
“Hai il tuo biglietto?” Mi chiede per la centesima volta.
“Sì,” Dico io, “La mia borsa è così piccola, è praticamente l’unica cosa che ho preso.”
“Non venderti a poco.” Dice lui “Indossa il tuo sorriso vincente e quell’atteggiamento affascinante per il quale sei tanto famosa.”
Faccio ruotare gli occhi, “Non essere sarcastico con me,” anche se lo è sempre, “Quell’atteggiamento al quale ti riferisci mi servirà più di qualsiasi “Sorriso Vincente”. Mi piacerebbe vedere un idiota come te sopravvivere nel mondo reale. Ti mangerebbero vivo.”
“L’atteggiamento al quale mi stavo riferendo è il tuo essere una stronza, e guarda, sto già parlando come un duro a L.A.” Dice lui.
Faccio scivolare la mia mano lungo il sedile e afferro l’orlo della sua maglietta. E’ confortante avere qualcosa semplicemente da tenere in mano. Sono così spaventata. E’ come una cosa sicura. Lui anche quando è spaventato è troppo sarcastico per ammetterlo, e giusto adesso ho bisogno di qualcosa di forte al quale aggrapparmi. Guarda scaltramente giù, verso la mia mano e poi riporta gli occhi sulla strada. Bene. E’ meglio non dire nulla. Posso vederlo sorridere così guardo attraverso il finestrino. Senza lasciare la sua maglietta.
Xander, chi l’avrebbe mai pensato? Lui e la sua piccola “Scooby Gang” (be’, è la banda di Buffy, Xander non è il capo). Loro sono gli unici che mi mancheranno. Resisto al desiderio di sbattere la testa contro il finestrino. Come sono finta ad essere amica di perdenti? Tutti questi anni di esperienze vicino alla morte mi hanno sopraffatta dopo un po’. Ho iniziato a preoccuparmi quando quell’idiota del vigilante venne ferito.
Se Buffy mi salvava da qualcosa, non ero solo felice di essere viva, le ero in qualche modo grata. E poi c’era Xander e la nostra storiella. E all’improvviso ho sciolto gli ormeggi da tutti i miei amici popolari per tenergli la mano a pranzo e parlare con tutta la banda quali demoni erano in lizza per essere ammazzati. Dopo un po’ parlare con loro mi è iniziato a piacere. Willow poteva essere così sarcastica e stronza per essere una piccola secchiona timida, ma scioccava sempre tutti quando lo era e chiedeva scusa. Buffy era una specie di piagnucolona ma non si arrendeva mai. Oz era sempre così calmo e fastidiosamente figo. E Giles, con I suoi libri, il suo the e i suoi demoni. Sempre leggermente frustrato o a balbettare su qualcosa. “Oddio, mi sta mancando quello strano uomo Inglese!” Squittisco.
Xander guarda incuriosito verso di me, ma io guardo altrove. Non voglio che mi veda piangere per Giles.
Ovviamente, Xander mi mancherà. E’ stato il primo ragazzo che mi abbia effettivamente spezzato il cuore. L’ho odiato per questo, ma alla fine lo devo perdonare. Giusto in tempo per lasciarmelo alle spalle. Forse è stato il pericolo che ci ha portati insieme, forse erano solo gli ormoni. Ho detto a me stessa che è stato tutto ciò che avevamo avuto, ma sono abbastanza sicura che eravamo innamorati. E’ un tale idiota. Ha brutti capelli e brutti vestiti, sa giusto un po’ troppo di Star Trek e dice sempre le cose più stupide. Dio, sì, lo amo. L’amerò per sempre, perchè è stato il mio primo vero amore, ma più perchè è stato il primo che si è davvero preoccupato per me. Io non gli piacevo perché ero carina o perché mio padre era ricco o perché facevo finta di leggere libri di psicologia. Gli piacevo io.
E’ stupido lasciare incurata una malattia. Tutto mi sta facendo piangere e vorrei prendere tutti per dire loro quanto li amo. Sto per dire qualcosa di sdolcinato a Xander adesso, voglio dirglielo prima che inizi a piangere sul serio e non possa capirmi. “Xander, ti piacevo… ti piaccio per la mia personalità?"
“Cordy,” Sorride lui, “Mi piaci nonostante la tua personalità.”
“Be’, per lo meno ho l’aspetto dalla mia parte.” Dico bruscamente, i pensieri sdolcinati svaniscono, “A differenza di qualcuno.”
“Pensavi che fossi figo nella squadra di nuoto.” Dice lui.
“Era il DNA dei pesci.” Gli assicuro, cercando di non pensare a quanto fosse bello in quegli Speedo.
“Che cosa non ho fatto per te.” Ride lui. Scivoliamo ancora nel silenzio. Non sono sicura di cosa dire. Sono contenta che siamo amici, almeno penso. Avremmo davvero potuto stare insieme molto di più, ma ci siamo fatti diventare matti a vicenda e alla fine, lui è senza speranza. Ma ciò che ho avuto con lui, era speciale… c’era qualcosa di speciale. Non lo dimenticherò mai, e non solo per quale occasionale apocalisse. Xander ha cambiato la mia vita più di quello che mi piacerebbe ammettere. Sto ancora stringendo la sua maglietta e non voglio davvero che se ne vada.
Lui si ferma a uno stop e io capisco che siamo alla stazione dei pullman. C’è solo un unico bus, è orrendo, vecchio e argentato. La scritta dice semplicemente “L.A.” Esco fuori dalla macchina. Prima che possa pensarci, Xander prende la mia valigia.
“Grazie” borbotto.
Camminiamo in silenzio verso il bus e porge la mia valigia all’autista, che ripone nel portabagagli. Sto davvero partendo.
“Eccitata?” Chiede Xander per attutire quel difficile silenzio.
“Spaventata.” Ammetto.
“Andrai benissimo.” Mi rassicura lui, giusto un cenno di dolcezza nella sua voce.
“Assolutamente giusto.” Sorrido. “Attento al mondo, o torno.” Allungo goffamente la mano, e lui la stringe. Questo è un addio, infondo. Giro intorno all’autobus, scuotendo la testa e sentendomi più persa di quanto mi sia mai sentita prima. Sono quasi alla porta quando mi chiama.
“Cordelia, aspetta.” Mi volto. Perchè mi ha chiamata? Lui mi guarda, l’indecisione si sposa perfettamente con la sua faccia. La sua bocca è mezza aperta; vuole dire qualcosa in più, con quei suoi occhi leggermente persi. Quasi allunga la mano verso la mia e all’improvviso so cosa mi ha fermata. Non posso credere che stavo per andarmene senza questo.
Corro verso di lui e gli butto le braccia al collo. Le sue braccia si chiudono intono alla mia vita e posso sentire che mi sta sostenendo. Non solo abbracciando, ma mi sta sostenendo. Il suo peso spinge verso di me, pieno di amore e lotta e lacrime e felicità. E come se sentissi gli ultimi tre anni attraverso la sua maglietta. E’ caldo, grande e sicuro. Mi sorreggo a lui. Come è possibile sentire tutto ciò e non esplodere?
Non posso contenerle ancora, le lacrime iniziano a scendere. Mi scuoto e i singhiozzi mi scappano dalla bocca. Enormi, calde, salate lacrime mi scendono sulle guance e cadono sulla sua spalla. Le lacrime vengono soffocate dall’acqua salata sulla mia bocca. Sento come qualcosa che mi si rompe dentro, e se Xander mi lascia andare, cadranno dappertutto. So piangendo più di quanto avessi fatto in tutto in questo tempo. Più di quando ho preparato la mia borsa, più di quando ho dato il bacio d’addio a mia madre. Sto davvero lasciando tutto, e non tornerò più indietro.
Questa sarà l’ultima volta che abbraccio.
Lui mi stringe forte; posso sentirlo alla perfezione. Mi aggrappo al suo collo, piangendo sulla sua spalla fino a che i singhiozzi non si placano. Allora mi ritraggo riluttante e mi asciugo gli occhi.
Vorrei dire che lo chiamerò, che scriverò ogni giorno e che verrò a casa per le vacanze. Vorrei dire che rimarremo amici e che non ci perderemo di vista, ma non è la verità. “Non chiamerò.” Ammetto.
Lui mi scosta un ciuffo di capelli dagli occhi, “Io non scriverò.”
“Non tornerò mai più. Ed è così. Questo è un addio. “ Sappiamo entrambi che è vero. Sappiamo sul serio che non ci vedremo mai più e questo davvero mi distrugge. Posso sentire le lacrime affrettarsi ancora verso i miei occhi, e capisco che devo andare. “Sei un perdente.” Farfuglio.
“Sei una stronza terribile.” Dice lui. “Non ti vorrei più in nessun caso.”
Gli bacio la guancia, attardandomi un po’ troppo ma non mi interessa davvero. “Non cambiare mai.”
“Non c’è possibilità che accada.” Dice lui.
So che è davvero tempo di andare, allora gli do un ultima stretta, un sorriso e vado verso il pullman. L’autista mi saluta non appena gli mostro il mio biglietto. Mi fermo alla porta e mi giro indietro un ultima volta. “Fai una bella vita, Xander.” Dico. Non ho mai augurato qualcosa così calorosamente.
Mi da un 100 in libera espressione sarcastica, una rarità per lui. Un piccolo sorriso, qualcosa di triste, e forse contemplativo o malinconico nei suoi occhi. “Anche te Cordy. Ti auguro una bella vita.”
E questa è davvero la fine. Xander Harris ha avuto l’ultima parola.
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